UN RAPIMENTO IN PARADISO
FINZIONE
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CAPITOLO 3 — LE MEZZELUNE

Trattenendosi a stento dallo scoppiare a ridere, Pelures si rivolse a Henri con aria impassibile…

— Prima di indicarvi la vostra dimora definitiva, c’è una domanda che ci preme… porvi: perché proprio quella persona, Marilyn Monroe?

— È la più meravigliosa delle creature. Dopo di voi, s’intende! cantilenò Henri, come se stesse celebrando i meriti e le qualità della sua icona in un italiano delizioso. Fu quel soffio che non ho mai sentito, ma che ho tanto sperato, concluse infine, sospirando, evocando sentimenti del tutto eccezionali per un dannato a due passi dall’Eden, ma a uno solo dall’inferno.

— Non ignoriamo la sua esistenza, signor Toutrec, disse l’angelo sfregando le ali contro il leggio, come per grattarsi. Poi aggiunse: Sappiate che esistono miriadi di anime. Dunque, ha davvero influenzato il corso della vostra vita?

Poi Pelures de Patates rifletté brevemente, guardando Henri Toutrec dritto negli occhi.

— Ci fate pena. Suvvia, vi concediamo un favore. Andremo a verificare se passeggia in paradiso… oppure se brucia tra le fiamme del nemico.

Pelures scelse un volume di un’enciclopedia particolare: « L’enciclopedia delle mezzelune ». Con movimenti solenni e parole incomprensibili, fece apparire un albero colossale con dieci milioni di foglie di scritture cristalline.

Con calma, si mise all’opera per esaminare una dopo l’altra quelle iscrizioni indecifrabili… tranne che per gli angeli.

— A ogni segno corrisponde, in sostanza, il profilo di quelle anime non pacificate che sono le mezzelune incomplete. O compiute, nel caso delle anime gemelle.

L’angelo custode se la cavava piuttosto bene, nonostante fosse alle prime armi all’ingresso del paradiso, del quale, peraltro, non si vedeva affatto la porta.

Pelures de Patates tentava di leggere in fretta fra le nervature delle foglie, come un chiromante che arranchi fra le linee di una mano. Lo infastidiva solo un poco il disordine provocato dai ventilatori.

— …Vediamo a quale picciolo è collegato questo dossier. Marilyn Tremblay, Marilyn Hilnefopa, Marilyn Smith…, Marilyn Wong… Ah! Ecco, finalmente! Norma Jean, meglio conosciuta come Marilyn Monroe. Nata a Los Angeles il primo giugno 1926. Entrata in paradiso nel 1962. Vi risparmio il numero identificativo: ci vorrebbero settimane per leggerlo.

L’angelo custode spalancò gli occhi per vedere meglio.

— Signor Toutrec!… Signor Toutrec, si svegli!

Henri non si era addormentato. Come un bambino che giochi a nascondino con la tata, nascondeva i propri pensieri sotto le palpebre.

Tutti e tre.

— Ehi, svegliatevi, fortunato!

— Perché dite che sono fortunato?

— È davvero una mezzaluna che passeggia in paradiso. Vi resta una possibilità per entrare qui. Non è completa.

— Potreste essere più chiaro? Le manca forse un arto? chiese Henri, con l’emozione ormai in superficie.

— La situazione può sembrarvi sfuggente. Ma, secondo gli allegati… è una vera tortura cercare di risolvere il vostro caso. Provocate a tutti i guardiani un’orticaria all’aureola. Per farvela capire meglio, e per semplificarci l’esistenza, vi trasmetteremo dunque la comprensione istintiva delle cose.

Henri si tolse l’abaco che portava al collo, immaginando di essere salvo.

L’angelo si controllò allora il polso, come per assicurarsi di un consenso divino. La testa e gli occhi gli si mossero come se un’ape invisibile gli ronzasse attorno. Suoni ovattati e silenzi eloquenti segnarono la fine della sua illuminazione. Si fermò; la consultazione con l’inconscio puro si era conclusa. Senza lasciar a Henri il tempo di commentare o interrogarsi sulla sua intenzione, fece verso di lui un gesto anodino, come se gli gettasse addosso dei poteri svuotando un semplice bicchiere d’acqua.

— È un rimedio temporaneo. Ma sarà più efficace e, soprattutto, più giusto. In ogni caso, prima che partiate per il regno delle fiamme, vi cancelleremo questo piccolo miracolo. Attendete qui, signor Toutrec. Ci assentiamo per qualche istante!

— Non ho fretta. Del resto, dove volete che mi nasconda ormai? Per il momento, non sono interessato a un viaggio nel paese caldo… che sia in prima classe o su un volo charter, sospirò Henri, comprendendo che forse non avrebbe avuto il destino che sperava.

Con grande senso dello spettacolo, l’angelo si sollevò con grazia verso lo scaffale più alto della biblioteca. Prese con rispetto un enorme libro da cui sgorgò una luce bianca. Una pausa, come una preghiera. Poi, sorprendentemente, lo scagliò con forza sopra di sé, verso ciò che quaggiù… chiameremmo cielo. Ne seguì una trasformazione magistrale che evocava tutti gli splendori del mondo. Il libro si trasformò in due immense porte luminose che scesero lentamente fino a loro.

Sopra di esse appariva un’insegna in lettere d’oro. Un avvertimento scritto in lingua angelica: « Minat Gudgit Areoul », che significa « Non entra qui chi vuole! ». Henri vedeva a due passi da sé… le porte del paradiso.

L’angelo si inchinò devotamente. Le porte si aprirono lentamente. Fece un gesto della mano tracciando un cerchio, senza sfiorarsi; una nube opaca venne a proteggere i segreti da custodire. Poi attraversò le porte e tornò quasi subito. Henri non capiva più nulla…

Henri fischiettava in direzione dei libri per vederli volare. Brevi attese.

Alla fine, come una persona che esplori ogni passo, Marilyn entrò e spinse un poco di più le porte, con grande delicatezza. Una musica dolce e lenta accompagnava il suo gesto. Arie simili alle Gymnopédies di Erik Satie. Ma, senza fretta di rientrare, richiudeva le porte dietro di sé… per poi riaprirle. In realtà, si divertiva a far musica con esse, come un DJ con i suoi piatti.

Beato, ammutolito, felice e con lo sguardo da perfetto idiota, Henri vide finalmente Marilyn avvicinarsi.

A piedi nudi e in toga bianca, perché così desiderava. Avrebbe potuto essere completamente nuda, se solo lo avesse voluto. O indossare un kilt, se tale fosse stato il suo capriccio. L’abbigliamento si creava secondo l’umore degli eletti. Lui, in un lampo, la vide vestita con una camicia a quadri rossi, leggermente sbottonata, jeans arrotolati fino a metà polpaccio, calzini rossi corti a pois e impeccabili espadrillas bianche.

Rapito nel sogno, non notò lo sguardo preoccupato che lei gli lanciava, mentre con un gesto elegante spazzava via la nube che si dissolveva attorno a lei.

— Fantastico! esplose letteralmente, galleggiando di felicità.

Il suo apprendistato del volo fu breve. Henri tornò subito con i piedi per terra, quando lei si rivolse all’angelo.

Parlava in lingua angelica, che col tempo aveva imparato, e cercava di rendere la conversazione il più ermetica possibile. Convinta che Henri non comprendesse una parola, non mostrava né imbarazzo né riserva nel comunicare all’angelo la sua viva delusione per un disturbo che le appariva del tutto inutile.

— Nurrium birdiall ariseff! Vumi pohiur… spiegò a Pelures per un lungo momento.

Smorfie, bronci, battiti nervosi di ciglia e sguardo afflitto: Henri reagiva male a quella lingua, normalmente incomprensibile e dal suono assurdo.

Pelures interruppe Marilyn senza attendere oltre e si rivolse a lei.

— Abbiamo ottimizzato la comunicazione trasmettendo a quest’uomo… la comprensione istintiva delle cose e, di conseguenza, anche la scienza delle lingue. Egli ascolta, analizza e comprende tutto ciò che può essere detto. Il miracolo, tuttavia, è temporaneo. Quando il colloquio sarà terminato, gli toglieremo questo dono. Nessun santo, nessuna anima, nessuno di noi ha diritto a tale facoltà, nemmeno la mia persona. L’inconscio puro l’ha autorizzata perché siete delle mezzelune problematiche.

Tacque. Brevi riflessioni, ma sospiri prolungati. Marilyn riprese con ancor più slancio, indifferente alle reazioni disperate del suo ammiratore.

— Chi è questo uccello del malaugurio, questo presagio funesto? Una mezzaluna disadattata. Bah! sbottò Marilyn, quasi senza pudore.

— Non reagite in questo modo. Notate che è “il primo” mezzaluna che fluttua vedendovi, il che prova la sua originalità. Questo candidato porta il numero sette milioni tredici. È all’ultimo posto fra i corteggiatori, raccontò l’angelo, prendendo accuratamente appunti su un taccuino in aura riciclata.

— Cosa?! Un altro! E voi pensate che lui potrebbe essere… Sapete bene che non ho ancora finito di essere lodata dal trentatreesimo, che, tra parentesi, ho appena lasciato! disse Marilyn, frastornata e scioccata da quel numero allarmante e curioso.

— Fine?… Sette milioni tredici?… Basta complicità! Che significa questo numero?… Il jackpot di una lotteria? Un numero di fattura? aggiunse prontamente Henri, la cui inquietudine, quasi minacciosa, cominciava ormai a far coppia seria con la paranoia.

— Il signor Toutrec ha forse fretta di presentarsi al suo appuntamento? propose Pelures con aria fintamente disinteressata.

— Quale appuntamento?… Ah!… No, no, il cielo può aspettare.

L’angelo Pelures abbozzò un sorriso, poi invitò i due protagonisti a sedersi su certe ali di cherubino posate lì accanto.

— Tutti uguali, questi piccoli angioletti, cambiano piume dappertutto! commentò Marilyn con leggerezza.

— Signorina Monroe, poiché non avete bisogno di concentrarvi sul vostro stato d’animo, vi concedo il permesso di sfogliare qualche libro, aggiunse Pelures con sguardo approvante.

L’angelo alzò l’indice verso l’alto, come un ammonimento didattico.

— Un promemoria! Consultate soltanto il primo ripiano. Gli altri vi sono vietati. Sono fumetti umoristici da leggere durante le nostre pause.

Senza dire una parola e senza guardare Henri Toutrec, lei obbedì subito. Ma con un orecchio indiscreto colse ogni parola dello scambio.

— Torniamo ai nostri agnellini. Probabilmente ignorate cosa sia una… o un… mezzaluna? chiese Pelures corrugando le sopracciglia.

— La metà di un ciclo?… Un dolce?… L’incertezza sul genere grammaticale della parola mezzaluna?… La metà di un tutto? scherzò il piccolo barbuto, come se avesse già smarrito la comprensione istintiva delle cose.

— Calma! Calma! Non state partecipando a un quiz. Sappiate che qui la maggior parte delle anime vive felicemente l’eternità in coppia. Ogni coppia è dotata di un “Lulum”, una sferetta minuscola e impercettibile che fluttua e rimbalza senza sosta dall’uno all’altro. Così, anche se lontani all’infinito, restano in contatto. In quel caso, si può dire che si tratta di mezzelune in armonia.

— Sorprendente che usiate la parola Lulum. È, banalmente, una parola composta dalla prima sillaba delle parole francesi “lune” e “lumière”, aggiunse Henri, diventato più intuitivo grazie al suo nuovo dono.

Pelures già deplorava quel privilegio divino, quel dono dell’inconscio concesso a Toutrec. Ma fare marcia indietro avrebbe significato mostrare debolezza davanti a quel potenziale dannato. Continuò dunque subito le sue spiegazioni.

— Come potete immaginare, in paradiso esistono anime incomplete e solitarie, mezzelune isolate. Alcune hanno il proprio destino complementare all’inferno. Anche amori interrotti possono essere all’origine della loro esistenza. Le persone che muoiono senza essere innamorate, o che vivono un amore impossibile, confluiscono in questa categoria.

— In quale di queste condizioni è morta Marilyn? chiese Henri, curioso.

L’angelo, guardando la bella bionda, dichiarò:

— Diciamo, per vostra informazione, che… il suo ultimo amico sta attualmente viaggiando in luna di miele con un’altra mezzaluna.

— E questa nuova luna… vaga ora all’interno del paradiso? Di chi si trattava?… ?… declamò Henri, come un clown dal ruolo muto inchiodato a un esame orale.

— Preferiamo non rivelare il nome di quella persona. Sappiamo essere discreti.

— Anch’io so stare zitto! Bocca cucita e anima sigillata! esclamò Henri, che osava proseguire senza paura di strizzare l’occhio. Dunque anch’io sono una mezzaluna. Lo siamo tutti. Marilyn è forse colei che possiede la sfera vagante? Sono dunque candidato a mezzalunare con Marilyn…?

L’uomo d’affari che era in lui, dimenticando che i suoi conti con l’angelo non erano ancora chiusi, mostrò un’arrogante stupidità.

— Ehi! Mi piace molto questa idea di un’agenzia matrimoniale. Pensate di aprire delle filiali all’inferno?

— Poverino! disse Marilyn con una dolce e delicata inflessione nella voce, mentre chiudeva con grazia un libro da cui sfuggivano risate di bambini beffardi.

— Povero me?... Perché? esclamò Henri.

— Diventerete nero come un arrosto dimenticato in un altoforno.

— Triste destino per il vegetariano che ero diventato, rispose lui abbassando gli occhi arrossati dall’angoscia della punizione. Con un tono acido, lei gli aveva inciso quelle parole nel cuore.

L’angelo annuì lentamente col capo. Somigliava a quelle piccole statuette in cui si infilano monetine e che salutano persino al vento, o a quei famosi bobble head che troneggiano sulle automobili. Né rimprovero né approvazione. Come se stesse osservando il comportamento di due cavie. Un’osservazione venata di discreta malizia.

Con una domanda adulatrice, Henri venne meno al rispetto interpellando Pelures, che attraversava improvvisamente uno stato di impassibilità piuttosto raro.

— Trovo di una grande sensibilità e di un altruismo inimmaginabile questo sforzo per formare delle coppie.

— Grazie! Del resto, se doveste iniziare qui la vostra eternità, vi presenterei la mia compagna Guili-guili.

— Guili-guili ha un sesso? chiese Henri, stupito che Pelures de Patates non scoppiasse a ridere pronunciando il nome di sua moglie.

— Dubitate forse che noi ne abbiamo uno?

— Sulla Terra, lo dicono tutti!…

— Siamo stati circospetti, con una discrezione quasi patologica. Ma concludiamo, volete? La complessità della mezzaluna Monroe risiede nel numero dei suoi… ammiratori in estasi. L’Ordine ci impone di trovarle il complemento indispensabile fra costoro. E voi, signor Henri, siete in fondo alla lista.

— Lo so… sette milioni tredici! Accidenti!… Parto già sconfitto. Ditemi, siete sicuri che non sono già all’inferno?

— L’inferno, ve lo procurerò io! intervenne Marilyn, senza alcun tatto. Credete davvero di poter essere la mia metà eterna? Che siamo yin e yang?… Avete la forza di carattere di una cattiva caricatura. Come potrei essere assegnata a uno spilungone come voi? ribatté Marilyn, temendo che il Lulum la legasse a quel nanerottolo.

— Siamo solidali con voi, miss Monroe, affermò l’angelo, divertito dalle reazioni di entrambi, col polso in mano e la testa oscillante, di nuovo in consultazione con l’inconscio puro.

Poi, col tono di un attuario che presenti il proprio rapporto, proseguì:

— Quest’uomo è disorientante. Vero! Ma ci troviamo davanti a una verità ineludibile, Marilyn Norma Jean. Fra l’alto numero di anime in lizza, dobbiamo escludere la candidatura degli eterosessuali confusi che genererebbero dei Lulum sconcertanti. In ogni caso, loro… si trovano più in basso. Dobbiamo escludere anche persone sposate, uomini o donne. E non trascuriamo l’eliminazione, da parte vostra, di alcuni scapoli volubili, immediatamente accoppiati tra loro. Compreso quel trentatreesimo. Conseguenza: fine del conteggio. Resta un solo candidato. L’ultimo. Il signor Toutrec.

— Un piccolo dettaglio… E se non mi piacesse? fece notare Marilyn.

— Dobbiamo comunicarvi un ulteriore piccolo dettaglio, signora… Ogni gloria finisce col perdere splendore. In sostanza, milioni di donne, belle quanto voi, iniziano a offuscare la vostra stella. Vi scalzano progressivamente e vi trascinano nel vortice dell’oblio. Dovrete allora attendere pazientemente che un altro Toutrec si innamori di voi.

— Del resto, è curioso, perché non ne vediamo volare molti fra le nuvole, osò concludere Pelures de Patates.

— Nessuna riuscirà mai a splendere più di lei! aggiunse abilmente Henri, con forza e convinzione.

Il silenzio regnò nell’atmosfera per alcuni minuti.

Una domanda bruciava sulle labbra del titubante Henri:

— Mi scusi… C’è una cosa che mi turba… Quando avrò i piedi ben caldi… manterrò almeno la possibilità di rinfrescarli… venendo a corteggiarla?

— Troviamo il vostro intervento pertinente. Se finirà per accettarvi… non dovrete più porvi questa domanda. Dovrete amarvi a distanza. Lei qui, e voi più in basso.

— E se lei non mi scegliesse? si affrettò a chiedere Henri.

— Diciamo che faremo astrazione dalle parole amare, periodo e… rinfrescare.

— È pura follia! Solo l’idea di sporgermi sull’abisso per percepire i lamenti e i gemiti del « signore », mentre brucia, mi manda in bestia!

Poi parve quasi ritrattare le proprie parole:

— Per l’eternità, niente amore, nemmeno per lui. Pover’uomo! Pover’anima! espresse Marilyn, rendendosi conto che l’eternità è un’obesità temporale irrimediabile.

Pelures guardò Marilyn con stima, perché vi scorgeva del discernimento. Poi le sorrise.

— A quanto pare, la mia anima è sfortunata, disse debolmente Henri, mentre si stuzzicava distrattamente con una piuma di cherubino. Questo gli diede infine l’idea di avvicinarsi discretamente a Pelures de Patates, che stava guardando verso la diva hollywoodiana, per solleticarlo vivacemente a sua volta.

Terza risata dell’angelo!

Quali sono le conseguenze quando un angelo ride per la terza volta durante il servizio?… Ne deriva una trasformazione sorprendente.

Si trasforma in un fiore di loto e medita sulla serietà del proprio lavoretto per interminabili ore…

Credendo che si trattasse di un accesso d’apoplessia, Henri tentò dapprima di prestare soccorso all’angelo. Per una frazione di secondo si immaginò perfino mentre gli praticava la respirazione bocca a bocca! Poi il suo sguardo si posò su Marilyn, che stava contemplando il fiore di loto. Un’idea audace e folle gli attraversò la mente. Un incanto lo invase; nessun angelo ormai era lì a decifrare il suo terzo occhio.

Lei era chinata sul fiore di loto, cercando di coglierne qualche effluvio di fiore-angelo.

— Per voi profuma di fiori, per me sa di bruciato! le sussurrò Toutrec, mentre scrutava come una banderuola ogni richiamo di libertà, ogni spiraglio di fuga. Un lasciapassare illecito!

Senza eccessiva violenza, ma con fermezza, trascinò il proprio idolo all’interno del paradiso, oltre quelle porte che lei non aveva richiuso. Henri la tirava per il polso, trascinandola dentro il paradiso.

— Ma che cosa state facendo? gridò lei.

— Sto cercando di tirare il diavolo per la coda… Vi rapisco! Sarete mia ostaggio!… Non tentate di ingannarmi. Altrimenti, peggio per voi!